CATTIVI INCONTRI

Ciò che segna, insegna!

TRA INCOSCIENZA E CORAGGIO: LA (S)FIDUCIA DEL GENITORE

Il genitore che sostiene il volo e quello che trattiene per le ali

guida2Marco è un ragazzino di 18 anni che sta cercando di fare la patente. Durante il week-end, va con il padre a guidare in un parcheggio. Si lamenta perchè tutti i suoi amici guidano anche in strada con i genitori, mentre lui, fino a un po’ di tempo fa, non veniva portato nemmeno nei parcheggi. Accende il motore, solleva la frizione, cambia marcia ed accelera. Fa le curve, i diversi tipi di parcheggi. Il padre è impaurito e si aggrappa al freno a mano, da tirare per qualsiasi segnale di pericolo. Si annoia a restare nel parcheggio, vorrebbe andare in strada come un vero guidatore, cerca di convincere il padre, che glielo impedisce. Prende il suo coraggio e la sua competenza come semplice e giovanile incoscienza. Il ragazzo non crede all’immagine che il genitore ha di lui, così tenta di ribellarsi e di andare in strada, dicendo che è in grado come tutti i suoi amici, ma il padre tira il freno a mano e lo riporta a casa. peter-pan Quindi, non importa quanto crede in se stesso, quando impegno e coraggio ci mette nei sogni, quanto non si fa influenzare da un’opinione autoritaria: ci sarà sempre un Altro a fermarlo, a bloccare il suo entusiasmo, a sfregiare il suo coraggio, a dire che non vale. Un Altro. Un Altro genitore, un Altro insegnante, un Altro capo. Fino a che non sarà capace di rielaborare il genitore che gli blocca le ali, farà sempre CATTIVI INCONTRI con gli Altri. Come si può rielaborare questa ingiustizia? peter-pan-2 Come si può fare un nuovo incontro? Un incontro con un Altro che ti incoraggia a volare, che non teme la paura di cadere, che sostiene ed accresce il tuo entusiasmo, che si assume e sa farti assumere il rischio verso l’ignoto, verso il nuovo, verso ciò che desideri, ma non riesci e/o hai paura di avere? Hai paura di essere? Un Altro che ti considera una farfalla in grado di volare lontano da lui e raggiungere il suo fiore, soffiare i suoi pioppi per coltivare i propri desideri? Questo nuovo incontro è l’Amore. “L’Amore è dare ciò che non si ha a qualcuno che non lo vuole” (J. Lacan). Marco si è accorto di questo problema e ha cercato di ribellarsi fino a che non ha trattato il problema dalla psicologa.


bimba-aliPiù grave è quando non ce ne si accorge e non si mette in dubbio le convinzioni dei propri genitori, rimanendo per sempre bambini obbedienti a quanto viene chiesto
. Ad esempio, Elisa, donna di 40 anni, si lamenta spesso con un’amica della sua situazione: non ha un lavoro, non ha un fidanzato, né figli. È laureata in lettere moderne, ma non è riuscita a trovare nessun impiego, non si è sentita sostenuta da nessuno nella ricerca di un posto di lavoro. I genitori pensavano che non avrebbe mai ottenuto niente con quella laurea e avrebbero preferito facesse economia per subentrare nell’azienda di famiglia. ragazza-farlalla-non-volaElisa, in realtà, non avrebbe voluto fare lettere, ma scienze della comunicazione per diventare giornalista, solo che, siccome un amico del padre le aveva detto fosse impossibile entrare in quel mondo, ci aveva rinunciato a priori. Attualmente, non vuole cercare di realizzare quel sogno perchè dice di non aver più l’entusiasmo e l’età. Respinge gli inviti degli uomini perchè tanto è sicura che non piacerà. Per i genitori, infatti, non ha speranze nemmeno in quel campo perchè la ritengono antipatica. Elisa non mette in dubbio la parola dei genitori e la parola dei genitori è diventata un tutt’uno con la sua. Non c’è separazione. È depressa, così prende degli psicofarmaci, ma non va da uno psicologo, sempre perchè i genitori la considerano una pratica inutile.


uccelli-gabbiaIn questo caso, come può arrivare del nuovo nella vita di Elisa? Sono così lontane le campagne di sensibilizzazione sull’importanza della psicologia? Come fare ad operare in questi contesti in cui il soggetto che non è separato (separabile?) dai genitori non lo è nemmeno per l’importanza da dedicare ad un aiuto psicologico? Come poter operare una separazione dalla famiglia e da ciò che pensa se il soggetto non ce lo chiede perchè, per lo stesso problema, non pensa di poterlo/doverlo fare? Questo articolo, nel suo piccolo, vuole essere una campagna di sensibilizzazione a questa tematica, desidera chi legge si identifichi, anche sommariamente, a questa denunciata (e, a mio dire, denunciabile…) situazione.

sogna-volaNelle decisioni di affido ed adozione di bambini appartenenti a famiglie non idonee per prendersi cura di loro non rientrano, purtroppo, queste caratteristiche: le immagini (vincente, perdente, inadeguato, ecc.) che i genitori hanno del proprio figlio. L’inadeguatezza dei genitori ha criteri, per lo più, concreti: se un padre si ubriaca, non va bene; se una madre è gravemente depressa, non va bene. Non si guarda a tutte quelle situazioni potenzialmente dannose, a quelle patologie non ancora esplose e che forse rimarranno latenti per sempre, ma non per questo non causeranno danni.

farfalla-pioppoIn questi ultimi anni, è stata data molta importanza alla Resilienza, ossia alla capacità di un individuo di superare le avversità senza sviluppare psicopatologie o sintomi psichici gravi. Vorrei portare avanti un discorso inverso, ossia i danni che può causare questa Resilienza, sia dei genitori nei confronti dei figli, sia dei figli stessi per loro stessi. Un genitore resiliente può apparire solido ed adeguato al compito da svolgere, ma, allo stesso modo, trasmettere al figlio l’inutilità dell’avere iniziative e sogni nella vita. Un figlio può non liberarsi mai da questo messaggio inconscio del genitore e trascorrere, appunto, una vita senza gioie, senza soddisfazioni, sfide e non sapere perchè. E, ancora, se anch’egli rimane resiliente, senza sviluppare un malessere o dei sintomi gravi, può vivere tutta la vita così senza ri-mettersi o, per meglio dire, mettersi in gioco nel modo in cui lui, senza gli influssi negativi dei genitori, potrebbe, dovrebbe e vorrebbe fare. In questi casi, non ci sarà mai un inciampo, mai un dubbio, mai un sussurro, un lamento, una domanda, una richiesta di aiuto. Ed è compito degli psicologi trovare un modo, dei modi, affinchè, al contrario, questa richiesta ci sia.

Susanna Premate

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