CATTIVI INCONTRI

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L’ARCHITETTURA PSICOLOGICA DI THE VAMPIRE DIARES

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The Vampire Diares è una serie tv Americana che ha riscosso molto successo. Apparentemente lontana dalla realtà, tocca tematiche cruciali della nostra vita affettiva.
Elena è la protagonista principale, è una liceale che è identica alla sua antenata Katherine: una vampira, tutt’ora in vita, che trasformó in vampiri i fratelli Salvatore. Successivamente, fu catturata e rinchiusa in una cripta, Damon Salvatore cercó di liberarla per 150 anni, scoprendo che la giovane donna aveva soltanto fatto finta di finire nella cripta e di amarlo, scappando dal paese. All’epoca, la ragazza era contesa tra i due fratelli.

Anche loro hanno fatto un CATTIVO INCONTRO.

Stephan Salvatore va a scuola e nota Elena perché è identica alla sua, alla loro Katherine e, all’inizio di ogni puntata, come riassunto delle puntate precedenti, c’è la voce di Stephan che dice “Elena è identica a Katherine, non ho scelta, devo conoscerla!”. In seguito, la storia si ripete ed anche Elena è contesa tra i due fratelli Salvatore.
La modalità relazionale è la stessa e sembra non esserci una scelta: Stephan la deve conoscere. La somiglianza fisica tra Katherine ed Elena è il simbolo concreto e visibile della ripetibilità dei nostri modi di relazionarci agli Altri.
Lo psicologo può aiutare ad aumentare le possibilità di scelta delle nostre tipologie relazionali, ampliando la rappresentazione del mondo che abbiamo.
Si scopre anche che Katherine ed i fratelli Salvatore sono stati trasformati in vampiri perché, mille anni fa, in una famiglia composta da 5 figli (i vampiri originali), che stava rischiando di morire per la carestia, la madre, che era una strega, fece un incantesimo per permettergli di nutrirsi col sangue. I figli non riuscivano a controllare questa brama di sangue, uccidendo tutti i componenti del villaggio ed il piccolo Klaus, arrabbiato per questo, uccise sua madre, dandone la colpa al padre.
Dunque, un preciso modo di relazionarsi all’Altro si ripete e, andando indietro nel nostro passato, possiamo arrivare alla causa originale rispetto ciò che ha causato la nostra specifica modalità di relazionarci agli Altri.
La madre degli Originali cerca di fare qualcosa di buono per i figli, ma Klaus la interpreta come una condanna perché non può più essere normale come tutti gli Altri e non riesce a controllare la sua brama di sangue, che potrebbe essere anche di affetto, di potere, ecc.
Klaus, come Damon, riescono successivamente a nutrirsi di sangue senza uccidere le persone, quindi non pretendono di controllarsi totalmente rinunciando al sangue, al nutrimento, all’affetto. Al contrario, Stephan alterna dei periodi in cui si controlla perfettamente rinunciando totalmente al sangue umano e nutrendosi di animali a periodi in cui gli basta una sola goccia di sangue umano per compiere atroci omicidi, non gli basta mai il sangue, di cui, per tanti anni, si è privato.
D’altra parte, non bere sangue umano porta i vampiri a provare emozioni, mentre si deafferentano emotivamente quando lo bevono, in modo tale da non provare compassione per le loro vittime.
Stephan, inizialmente, prova emozioni intense per Elena, ma, quando incontra difficoltà, non vuole più provare emozioni continuando a bere il sangue, così viene aiutato a disintossicarsi per tornare a provare emozioni.
Quindi, è un po’ come per l’essere umano che, dopo profonde delusioni affettive o traumi del passato, non riesce più a provare emozioni e, quando si accorge della propria differenza tra sè e gli Altri, può rivolgersi ad uno psicologo per capire il perché della propria chiusura emotiva, affrontando le delusioni e tornando a provare emozioni.
Damon, sia con Katherine che con Elena è messo in secondo piano rispetto al fratello Stephan che è sempre l’amante preferito perché lui ha paura di amare, infatti, quando Elena si accorge di amare lui, inizialmente scappa da lei, che cerca di rincorrerlo per fargli cambiare idea.
Quindi, Damon si lamenta per il fatto che suo fratello gli ruba sempre le donne, ma in realtà crea questa situazione da artefice perché non è pronto ad amare ed essere amato.
Anche a noi può capitare di lamentarci di una situazione relazionale ed uno psicologo può aiutarci a comprendere cosa ci ha portati a crearla.
Il passo fondamentale da compiere è il passare da dare la colpa agli Altri a chiedersi perché ci si ritrova sempre in situazioni relazionali che non ci soddisfano.
La manovra preliminare dello psicologo è, spesso, infatti, quella di aiutarci a fare questo cambiamento di posizione.
Nella fiction, il fratello di Elena, oltre ad essere reduce della morte dei genitori, assiste anche all’omicidio della sua fidanzata, così Damon gli cancella la memoria ed il ragazzo riprende la propria vita non essendo più aggressivo ed avendo grandi profitti nello studio.
Questo dimostra come, anche per le attività cognitive e per la motivazione alla costruzione del proprio futuro, giochi una parte fondamentale non soltanto l’intelligenza, ma anche la nostra vita affettiva.
A volte, si può rimuovere qualche ricordo per non soffrire eccessivamente e per continuare a vivere, tuttavia, quando il ricordo riemerge (perché, quasi sempre, succede) si è costretti ad affrontarlo, ma, a differenza di quando si è piccoli, si hanno molte più risorse per comprendere più correttamente quello che è successo. Ad esempio, un bambino può darsi la colpa per il fatto che il padre se n’è andato di casa perché è portato a pensarsi come la causa di qualunque cosa gli succeda attorno (si parla di Egocentrismo Cognitivo), mentre, da adulto, potrà comprendere che se n’è andato perché non andava d’accordo con sua madre. Di conseguenza, può passare dal non sentirsi degno di essere amato perché colpevole ed inadeguato all’idea di se stesso come persona degna di essere amata.
Elena incontra sempre ragazzi che necessitano del suo aiuto (Sindrome della Crocerossina) perché è lei che deve essere aiutata, dato che ha perso molti dei suoi familiari non elaborandone il lutto.

Se vuoi vedere l’intera serie tv, clicca qui.

Se vuoi aggiungere qualche commento al mio articolo puoi scrivermi nello spazio sottostante o al mio indirizzo mail.

Susanna Premate

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2 commenti su “L’ARCHITETTURA PSICOLOGICA DI THE VAMPIRE DIARES

  1. Paolo
    13/04/2015

    Ciao ma credi che Elena riuscirà a trovare qualcuno che possa farle passare il senso di colpa per la morte dei genitori?

    Piace a 1 persona

  2. susannapremate
    04/03/2016

    Sì, qualche bravo psicologo!

    Piace a 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 21/12/2014 da in ciao.
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